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Argomento Articolo:
 [Religione antica]

Articolo pubblicato il 13/07/06
scritto da "Myrddin-Merlino"
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 Le druidesse

Sulle druidesse che profetizzano abbiamo significative testimonianze in alcuni autori (tardo) classici:

LAMPRIDIO, Alexander Severus LIX, 6

Mentre si accingeva a partire, una profetessa druidica gli urlò in lingua gallica : “Va’, ma non sperare nella vittoria e non fidarti dei tuoi soldati”.

VOPISCO, Numerianus XIV, 2

Diocleziano, che militava ancora nei ranghi inferiori, ed era di stanza in Gallia nel paese dei Tungri, si trovò in una locanda a fare i conti dei suoi costi giornalieri con una donna che era una druidessa. Questa a un certo punto gli disse: “Diocleziano, sei troppo avaro e spilorcio!”. Ed egli le rispose scherzando: “quando sarò imperatore, allora sì che largheggerò!”. E si dice che la druidessa avesse risposto : “Diocleziano, non scherzare, sarai infatti imperatore, dopo aver ucciso il cinghiale”.

VOPISCO, Aurelianus XLIV, 4-5

Diceva infatti Asclepiodoto che Aureliano aveva una volta consultato le druidesse di Gallia, chiedendo loro se l’Impero sarebbe rimasto ai suoi discendenti, ma queste avevano risposto che nessun nome sarebbe stato più famoso di quello dei discendenti di Claudio. E infatti ora è imperatore Costanzo, che discende da quel sangue e i cui discendenti raggiunsero, credo, quella gloria che era stata vaticinata dalle profetesse.



Le druidesse irlandesi (ma anche le vergini celtiche dell'isola di Sein in Gallia e le furie dell'isola di Mona di cui scrive Tacito in Britannia) erano parte integrante dell'antico ordine druidico, in quanto tale, e neanche separate come avviene nel cristianesimo per sesso, dai religiosi di sesso maschile.

Di Fidelma si parla non solo come profetessa (fhaid), ma anche, come Fili.

Nel racconto del Tain Bò Cùalnge, la versione del Book of Leinster usa ban-fhaid (profetessa)

Feidelm banfhaid ar sluag

Profetessa Fedelm, come vedi il nostro esercito?

ma il Lebor na hUIdre scrive banfili (fili donna):

Fedelm banfili do Chonnachtaib mo ainmsea or ind ingen

Il mio nome è Fedelm, la poetessa del Connaught, disse la fanciulla.


Fili ha, come significati più antichi, "espressi nei testimitologici ed epici, quello di 'veggente, mago, indovino, storico, panegerista, satireggiatore, giudice, professore". In generale, scrive Guyonovarc'h nella sua opera I Druidi, pag. 568, designa l'erudito (nel senso di Bardo) . o il druida versato nella poesia e nella 'letteratura' tradizionale.


Pomponio Mela ne aveva già parlato nel De situ orbis (III, 16), chiamando l'isola con il nome di Sena: "Sena, in Britannico mari, ocismieis adversa litoribus, Gallici numinis oraculo insignis est. Cuius antistites, perpetua virginitate sanctae, numero novem esse traduntur: Gallicenas vocant, maria ac ventos concitare carminibus, seque in quae velin animalia vertere, sanare quae apud alios insanabilia sunt, scire ventura et praedicare, sed nonnis deditas navigantis, et in id tantum, ut se consulerent profectis".

Sia detto incidentalmente, qui Pomponio non sta facendo opera di fantasia né enuncia costumi latini. Parla di un'isola situata nel mare britannico, celebre per la presenza di un oracolo di una divinità gallica. Si tratta di tradizioni (traduntur) estranee al mondo latino, ma perfettamente conformi alla materia celtica.

La traduzione italiana è la seguente:

Sena, nel mare britannico, di fronte al litorale, presso gli Osismii, è degna di nota per l'oracolo della divinità gallica le cui sacerdotesse, si dice, sono nove vergini perpetue.

Esse sono chiamate Gallisenae; pretendono di calmare, con i loro canti e con i loro singolari artifici, i mari in tempesta e i venti e di trasformarsi in qualsivoglia animale. Sanno guarire quello che altri non riescono a guarire e sanno predire il futuro.


Pomponio Mela (Tingetela, Gibilterra, sec. I) fu il primo geografo "puro", con la sua "De chorographia", in 3 libri, che con stile che potermmo definire "sallustiano" ed attingendo a varie fonti, descrive la terra prendendo come punto di riferimento-base il Mediterraneo; e l’opera, benché sia poco più che un repertorio di nomi, è ricca di interessanti notizie etnografiche e geoclimatiche.


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